01 — Innovazione

Green4Earth

Geotermia a bassa entalpia

Il progetto

La fonte geotermica come vettore rinnovabile e “gratuito”.

Il progetto promuove la fonte geotermica come vettore energetico rinnovabile e “gratuito” per determinate applicazioni, con interventi anche integrati tra più tecnologie per ottimizzare processi e consumi lungo l'intero sviluppo delle attività analizzate dall'audit.

La geotermia a bassa entalpia sfrutta il calore naturale del sottosuolo per produrre energia termica in modo continuo, efficiente e sostenibile: consente di climatizzare edifici e ambienti agricoli senza combustibili fossili, riducendo costi operativi e impatto ambientale.

L'integrazione con incentivi nazionali come il Conto Termico 2.0/3.0 permette un ritorno rapido dell'investimento e un reale contributo agli obiettivi di sostenibilità.

Ricerca applicata

In collaborazione con lo Spin-off E3 dell'Università della Calabria.

Green Solutions, con lo Spin-off E3 del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBEST) dell'Università della Calabria — Prof. Rocco Dominici — promuove il progetto a valle dei risultati di uno studio specifico condotto sull'approccio E3-DIBEST, pubblicato in Geosciences 2023.

Lo studio ha analizzato il potenziale geotermico superficiale della Piana di Sant'Eufemia (Calabria) tramite il metodo G.POT, un approccio innovativo che integra dati geologici, idrogeologici e climatici per quantificare in modo affidabile l'energia estraibile dal sottosuolo per riscaldamento e raffrescamento.

Anche nelle aree costiere del sud Italia è possibile sfruttare la geotermia a bassa entalpia con sonde verticali fino a 100 metri, ottenendo un potenziale medio-alto e riducendo significativamente i consumi energetici di edifici e serre.

Applicazioni

Dove la geotermia diventa particolarmente vantaggiosa.

  • 01Edifici pubblici e privati
  • 02Impianti sportivi
  • 03Hotel e strutture ricettive
  • 04Impianti produttivi
  • 05Aziende agricole
  • 06Serre e vivai

Fonte: Geosciences 2023, 13, 110 — doi.org/10.3390/geosciences13040110